La regolamentazione dell’equity crowdfunding in Italia prende avvio con il D.L. 179 del 2012, convertito nella Legge 221 del 2012. Queste norme portano alla modifica del Testo Unico della Finanza, con:

  • Art. 50 quinquies, dal titolo “Gestione di portali per la raccolta di capitale per le start-up innovative”;
  • Art. 100 ter, dal titolo “Offerte attraverso portali per la raccolta di capitali”; e
  • delega alla Consob della stesura di una disciplina sulla gestione dei portali e sulle offerte per la raccolta di capitale.

(Link per il Regolamento).

Nel 2013, viene pubblicato dal Regolatore il Regolamento n. 18592/2013, “Raccolta di capitali di rischio da parte di startup innovative tramite portali on-line”, che prevede:

  • la creazione di un registro, al quale debbono iscriversi i gestori dei portali di crowdfunding;
  • i soggetti apicali devono essere in possesso di requisiti di onorabilità e professionalità;
  • la Consob ha poteri di vigilanza preventiva e a posteriori;
  • si chiede ai gestori dei portali di verificare che almeno il 5% degli strumenti finanziari offerti venga sottoscritto da investitori professionali, pena l’impossibilità di perfezionamento dell’offerta;
  • si fissa un limite massimo dell’importo finanziabile a 5 milioni di euro, oltre ad una soglia di euro 500 per le persone fisiche e di euro 5.000 per le persone giuridiche;
  • nel caso di investitori che vogliano sottoscrivere quote maggiori di capitale, costoro devono richiedere la propria profilazione ad una banca o ad una impresa di investimento, per valutarne la propensione al rischio e la solidità patrimoniale.

Con l’approvazione dell’Investment Compact (D. Lgs. 3/2015, convertito con la Legge 33/2015) viene introdotta la nuova figura della PMI innovativa, dando la possibilità di effettuare offerte di capitale di rischio tramite portali on-line, unitamente agli OICR ed alle società che investono prevalentemente in start-up ed imprese innovative di piccole e medie dimensioni. L’obiettivo è quello di fornire strumenti di finanziamento alternativi a quello bancario, al tempo stesso incentivando lo sviluppo di settori innovativi.

Ora, la Consob ha avviato una fase di review del Regolamento n. 18592/2013, con un Documento di Consultazione pubblicato nel mese di Dicembre 2015, e chiusasi l’11 gennaio 2016, al link .

Tra le potenziali novità, si possono citare:

  • in merito alla sottoscrizione di una quota dell’offerta da parte di investitori professionali, dovrebbero essere ammessi a determinare il closing della campagna anche gli “investitori professionali su richiesta”, identificati sulla base della rispondenza ai requisiti fissati dalla classificazione indicata nella direttiva MiFID;
  • semplificazione della procedura di esecuzione dell’ordine, in termini di tempistiche e oneri finanziari, e possibilità di svolgere la procedura per via telematica; si potrà scegliere tra il modello di opt-in (verifica di appropriatezza dell’investitore fatta in proprio), ed il modello default (controllo del possesso dei requisiti MiFID fatto dalle banche / imprese di investimento).