Una rivoluzione energetica made in Italy
Energy Dome, creazione dell’ingegnere italiano Claudio Spadacini, rappresenta l’eccellenza nazionale nel settore delle energie rinnovabili. La nostra tecnologia innovativa di stoccaggio energetico utilizza il CO₂ come fluido operativo, distinguendosi nel panorama mondiale.
Il sistema CO₂ Battery, sviluppato interamente in Italia, offre una soluzione sostenibile all’intermittenza delle energie rinnovabili, senza dipendere dalle terre rare.
Investimenti internazionali di prestigio
Il progetto ha attirato l’attenzione di investitori globali di primo piano, raccogliendo 140 milioni di euro. Il Breakthrough Energy Catalyst di Bill Gates ha contribuito con 35 milioni, mentre la Banca Europea per gli Investimenti ha investito 25 milioni.
Importanti istituzioni italiane come CDP e Intesa Sanpaolo, insieme a investitori internazionali come Barclays e l’Oman Investment Authority, hanno dimostrato fiducia in questa eccellenza italiana.
La Sardegna come pioniere dell’innovazione
Il primo impianto commerciale di Energy Dome sorge a Ottana, in provincia di Nuoro, rivitalizzando un’area industriale dismessa. Con una capacità di 20 MW e 200 MWh di stoccaggio, l’impianto da 40 milioni di euro fornirà energia a 16.000 famiglie.
La collaborazione con Engie garantisce la gestione ottimale dell’impianto, creando nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico per il territorio sardo.
Espansione nazionale e internazionale
In Italia, Energy Dome prevede di sviluppare 2 GWh di capacità di stoccaggio, concentrandosi nel Centro-Sud, partecipando attivamente al nuovo Meccanismo di Approvvigionamento di Capacità di Stoccaggio Elettrico (MACSE).
L’azienda sta espandendo la sua presenza globale con progetti in Nord America, Europa e Asia-Pacifico, grazie alla partnership strategica con Google.
Obiettivi ambiziosi per il futuro
L’azienda punta a raggiungere 1 GWh di capacità operativa nei prossimi 2-3 anni. Con progetti già avviati in India e negli Stati Uniti, Energy Dome sta costruendo un portfolio globale di oltre 10 GWh.
Conclusione
Energy Dome rappresenta un esempio eccellente di come l’innovazione italiana possa guidare la transizione energetica globale. Il successo dell’azienda non solo porta prestigio al nostro paese ma dimostra anche la capacità italiana di attrarre investimenti internazionali significativi nel settore delle tecnologie pulite.
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Francesca Bianchi è laureata in diritto economico presso l’Università di Milano e ha conseguito un Master in gestione del rischio finanziario. Ha lavorato per diversi anni in importanti banche internazionali, specializzandosi nelle normative bancarie europee, come MIFID II e IFRS 9. Appassionata di sostenibilità e normative ESG (ambientali, sociali e di governance), Francesca si impegna ad aiutare le aziende a conformarsi alle nuove leggi europee. I suoi contributi su ComplianceJournal.it sono ampiamente apprezzati per la loro chiarezza e profondità analitica.