La più grande pietra di Marte mai scoperta infiamma le aste
Il meteorite NWA 16788, del peso di 25 chili, ha scatenato una battaglia d’asta spettacolare da Sotheby’s. Un acquirente anonimo ha sborsato 5,3 milioni di dollari, stabilendo un nuovo record storico.
Questo pezzo eccezionale supera del 70% le dimensioni di tutti i meteoriti marziani conosciuti.
Un viaggio straordinario dal pianeta rosso
Scoperto nel deserto del Sahara, questa roccia dalle tonalità rossastre ha percorso 225 milioni di chilometri. Le analisi rivelano che un violento impatto di asteroide su Marte l’ha scagliato verso la Terra.
Gli scienziati hanno constatato che alcuni dei suoi minerali sono stati trasformati in vetro sotto l’effetto dell’urto.
Una rarità che suscita polemiche nel mondo scientifico
Tra i 77.000 meteoriti catalogati sulla Terra, solo 400 provengono da Marte. Gli scienziati, tra cui Steve Brusatte dell’università di Edimburgo, temono che questo tesoro spaziale possa sparire in una collezione privata.
“Sarebbe un peccato se sparisse nella cassaforte di un oligarca. Il suo posto è in un museo, dove potrà essere studiato e dove bambini, famiglie e il grande pubblico potranno ammirarlo”, lamenta il ricercatore.
Aste storiche nel segno dello spaziale e del preistorico
Questa vendita eccezionale da Sotheby’s New York ha visto anche uno scheletro di Ceratosaurus nasicornis raggiungere i 26 milioni di dollari. Questo prezzo ne fa la terza vendita più alta per un fossile di dinosauro.
Come riferimento, il record è detenuto da uno scheletro di stegosauro Apex, venduto a 44,6 milioni l’anno precedente.
Un’acquisizione che mette in discussione il futuro del patrimonio scientifico
Se questa vendita record testimonia il crescente interesse per gli oggetti spaziali, solleva questioni etiche sulla privatizzazione delle scoperte scientifiche.
L’accesso limitato a questi tesori potrebbe frenare la ricerca e la comprensione del nostro sistema solare.
Conclusione
Questa vendita storica segna una svolta nel mercato dei meteoriti, riaccendendo al contempo il dibattito sulla conservazione del patrimonio scientifico. Tra fascino del pubblico e preoccupazioni dei ricercatori, il destino di NWA 16788 illustra le tensioni tra collezione privata e interesse scientifico.
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Francesca Bianchi è laureata in diritto economico presso l’Università di Milano e ha conseguito un Master in gestione del rischio finanziario. Ha lavorato per diversi anni in importanti banche internazionali, specializzandosi nelle normative bancarie europee, come MIFID II e IFRS 9. Appassionata di sostenibilità e normative ESG (ambientali, sociali e di governance), Francesca si impegna ad aiutare le aziende a conformarsi alle nuove leggi europee. I suoi contributi su ComplianceJournal.it sono ampiamente apprezzati per la loro chiarezza e profondità analitica.