Dettagli sull’aliquota IVA per gli apparecchi acustici
Gli apparecchi acustici beneficiano di un’IVA ridotta al 4%, a differenza della normale aliquota del 22%. Questo vantaggio fiscale è stato confermato dalla normativa vigente e si applica esclusivamente in caso di cessione dei dispositivi a chi ne necessita.
L’Agenzia delle Entrate, con la circolare numero 8 di quest’anno, ha fornito dei chiarimenti in merito all’applicabilità dell’IVA agevolata. Una specifica domanda era stata posta da un’associazione, che chiedeva se l’aliquota ridotta potesse essere estesa anche alle riparazioni o alle sostituzioni dei dispositivi in caso di malfunzionamenti.
La legislazione attuale, che prevede uno sgravio fiscale sugli apparecchi acustici, menziona esclusivamente le “cessioni” dei dispositivi e non include i servizi di “riparazione”. Tale disposizione è stata ribadita in una risoluzione con protocollo 306 di tre anni fa, che ha paragonato la questione a quella delle macchine per disabili, dove l’aliquota ridotta si applica solo alla cessione e non alla manutenzione o riparazione.
Norme sulla cessione e manutenzione degli apparecchi acustici
Per quanto riguarda le regole di cessione, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che l’IVA al 4% si applica unicamente alla vendita dei dispositivi, indipendentemente dalla natura del contratto, purché l’oggetto finale sia destinato a un uso “sanitario”. La circolare numero 43 del 1975 chiarisce ulteriormente il concetto di “produzione” di tali beni, includendo operazioni come il montaggio, l’assemblaggio, le trasformazioni e le valorizzazioni.
Le operazioni di riparazione, quindi, non rientrano in questa categoria e non possono beneficiare dell’IVA ridotta. Di conseguenza, la richiesta dell’associazione di applicare l’aliquota agevolata anche alle riparazioni non è supportata dalla normativa vigente.
In conclusione, i dispositivi per l’udito che necessitano di riparazioni verranno fatturati con l’applicazione dell’IVA al tasso ordinario del 22%, senza possibilità di applicare l’aliquota ridotta.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.