Sospetti di Manipolazione nei Mercati
Emergono dubbi significativi che recenti sviluppi nelle notizie potrebbero essere manovre per distogliere l’attenzione nei mercati finanziari.
È evidente che ci sono molte mosse strategiche in gioco, come dimostra l’eccesso di “carne sul fuoco” da parte di Donald Trump. Si scusino le metafore culinarie. Si è parlato di un’azione militare rapida in Iran, ora caduta nel dimenticatoio per la sua palese inefficacia, che ha avuto l’effetto di semplici fuochi di artificio. A seguire, abbiamo assistito a una rinnovata intensità nella guerra commerciale.
Successivamente, Trump ha lanciato un attacco contro Jerome Powell con una serie di tweet tra mercoledì e giovedì, richiedendo un drastico taglio dei tassi di interesse di 300 punti base, da realizzarsi rapidamente e possibilmente in una o due mosse. Poi, un’improvvisa inversione sulla politica verso l’Ucraina. Dopo la conferma del Pentagono di interrompere le forniture di armi a Kiev, la Casa Bianca ha annunciato un nuovo invio di munizioni per 300 milioni di dollari e una dichiarazione imminente riguardante la Russia.
Le ultime dichiarazioni su Mosca confermano che Vladimir Putin sarebbe irrilevante nelle questioni belliche e che Washington sarebbe pronta a bombardare non solo la capitale russa ma anche Pechino, segnale di un atteggiamento tutt’altro che conciliante.
Queste azioni sembrano tutte mirate a confondere le acque e a creare le condizioni per una manipolazione dei mercati, indicativo di qualcosa che si vuole nascondere o ridimensionare.
Un indizio? Guardiamo ai tassi di interesse e alla richiesta di ridurli rapidamente e drasticamente. Il grafico qui sotto illustra chiaramente la reazione degli spread creditizi nelle ultime occasioni in cui la Fed ha accelerato i tagli dei tassi.
Un’impennata nei tassi, che porta a un rapido e marcato peggioramento delle condizioni di liquidità del mercato. Storicamente, ricordiamo come il crollo di Lehman Brothers fosse stato inaspettatamente preceduto da un congelamento del mercato interbancario a luglio 2008, con i tassi overnight che raggiungevano livelli esorbitanti perché nessuno si fidava più di nessuno.
Se Trump ottenesse quanto richiesto con i suoi tweet, si potrebbe scatenare un effetto boomerang. Forse è proprio ciò che cerca, dato che il mercato è al picco e un ribasso in un periodo di bassi volumi come agosto potrebbe non essere troppo dannoso, ma sicuramente spettacolare, quantomeno quanto l’operazione in Iran.
Da considerare anche l’azione di Google che, in seguito a voci su OpenAI pronta a lanciare il suo browser, sembra muoversi in un tentativo di monopolio molto simile allo stile italiano, riguardante le concessioni statali. Un problema che sembra molto più grave di un semplice effetto Olivetti.
E non dimentichiamo le manovre relative all’offerta eccessiva di capacità cloud e come i crediti generati venivano sfruttati per gonfiare i risultati trimestrali. Collegando i punti, il rischio aumenta quando si cerca una copertura statale, trasformando l’eccesso di offerta in una voce costante di bilancio.
Con la Cina pronta a giocare la sua carta nell’AI, utilizzando il suo dominio nelle terre rare e nei materiali come il rame e l’argento, l’America di Trump non può permettersi di passare dalle minacce alle azioni senza considerare le possibili reazioni cinesi.
Infine, tenendo conto della possibile recessione, con inflazione, mercato azionario, rendimenti obbligazionari, oro e Bitcoin tutti ai massimi, stiamo vivendo tempi che verranno ricordati nei libri di storia.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.