L’Ufficio delle Imposte ha analizzato la questione della tassazione per un ex presidente di commissione ora in pensione e titolare di partita IVA
La remunerazione per un presidente di commissione è soggetta a tassazione in base a criteri specifici. Di recente, le autorità fiscali italiane hanno precisato che, nel caso in cui questa carica venga svolta da un ex docente universitario (ora in pensione), questi introiti vengono classificati come “redditi equiparabili al lavoro subordinato“.
La tassazione quindi si allinea a quella prevista per i lavoratori subordinati; al contrario, se l’attività fosse stata svolta come libero professionista e il docente non fosse già in pensione, i guadagni sarebbero stati trattati come quelli provenienti da lavoro autonomo.
Il caso del compenso al presidente di commissione in pensione ma autonomo
Recentemente, l’Agenzia delle Entrate ha rilasciato la risposta numero 154, datata 11 giugno di quest’anno, in merito al compenso erogato a un presidente di commissione che è un ex docente universitario pensionato, ma che svolge contemporaneamente un’attività di lavoro autonomo come ingegnere.
Data la posizione del contribuente, sia come pensionato (ex docente universitario), sia come ingegnere con partita IVA, sorgeva una questione: i compensi per il suo ruolo sono da considerarsi come introiti da lavoro autonomo o come redditi equiparabili a quelli da lavoro subordinato?
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che questi redditi devono essere considerati come assimilati a quelli da lavoro subordinato.
Perché sono stati definiti “redditi assimilabili al lavoro dipendente”
L’ente governativo ha spiegato che l’ex docente, convocato come presidente di commissione per un concorso pubblico, sarà tassato come se ricevesse un reddito da lavoro dipendente. Ciò è dovuto al fatto che l’incarico è stato conferito da un ente pubblico e che il corrispettivo proviene da un ente territoriale.
Per “ente territoriale” si intendono specificamente enti come i Comuni italiani, lo Stato, le province o le Regioni.
Il riconoscimento economico – conclude l’Agenzia – non è correlato all’attività ordinaria dell’ex docente (oggi ingegnere con partita IVA) né al suo incarico di presidente di commissione in un concorso pubblico.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.