Guerra Commerciale Imminente? USA e UE al Bordo di un Conflitto sui Dazi!

Intesa Stati Uniti-UE sui Dazi: un Paradosso di Tensioni e Implicazioni Economiche

La settimana scorsa ha portato con sé sviluppi significativi per l’economia di Europa e America. L’accordo sui dazi raggiunto domenica tra Donald Trump e Ursula von der Leyen ha suscitato notevole interesse, ma anche confusione a causa delle due versioni divergenti pubblicate, complicando la comprensione degli effetti che le nuove tariffe americane avranno sull’UE.

Complicazioni Emergenti dall’Accordo sui Dazi tra USA e UE

«La questione dei dazi è attualmente avvolta da grande incertezza», commenta Luigi Campiglio, professore di Politica Economica presso l’Università Cattolica di Milano. «Esistono varie previsioni riguardo l’impatto su export e PIL. Tuttavia, non si dovrebbe ignorare l’effetto sui prezzi relativi, che variano a seconda del settore. Potremmo quindi assistere a una situazione in cui l’inflazione rimane stabile, ma i prezzi di alcuni prodotti o servizi largamente consumati subiscono variazioni notevoli».

Potrebbe fornire un esempio specifico?

Se l’accordo prevede tariffe incrementate su certi prodotti o servizi americani che godono di grande popolarità e non dispongono di alternative locali, questo potrebbe influenzare sensibilmente le finanze dei consumatori europei. Inoltre, se l’UE sarà costretta ad importare GNL dagli USA, che è piuttosto costoso, ciò potrebbe riflettersi sui costi energetici in vari paesi. Un esempio pratico si è visto in Italia a luglio, con l’aumento del carrello della spesa del 3,4% rispetto all’1,7% dell’indice generale dei prezzi.

In questo scenario, la BCE non sarebbe obbligata ad aumentare i tassi di interesse?

Difficilmente li ridurrebbe ulteriormente. La politica monetaria gioca un ruolo cruciale, spesso complementare alla politica fiscale nell’Eurozona. Sarebbe essenziale garantire l’accessibilità al credito per imprese e famiglie anche senza ridurre i tassi. La BCE dovrebbe trovare strumenti adatti per questo scopo.

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Si sta considerando di compensare i settori più danneggiati dai dazi, anche se ciò implica deroghe al Patto di Stabilità. Qual è la sua opinione?

È una strategia corretta, purché si eviti di sovvenzionare eccessivamente questi settori, il che potrebbe fornire agli USA un pretesto per imporre ulteriori tariffe. Anche l’Europa ha introdotto dazi contro le auto elettriche cinesi, sostenute dal loro governo. È fondamentale quindi procedere con cautela e astuzia. Paradossalmente, nonostante l’accordo, potremmo trovarci sull’orlo di un conflitto commerciale, quasi come se l’accordo fosse un fantasma.

Potrebbe elaborare meglio?

Se persistono le frizioni e se si continua a ostacolare l’impatto positivo sul commercio internazionale, la situazione potrà solo peggiorare. Ogni parte cercherà di trarre vantaggi a discapito delle altre. Lo vediamo anche nel mercato valutario, con il dollaro che dopo mesi di deprezzamento ora sta cedendo il passo all’euro.

Ritornando all’aumento del carrello della spesa a luglio in Italia, il potere d’acquisto è nuovamente sotto pressione.

Esatto. Come ho spiegato di recente, è necessario attuare gli accordi tra le parti sociali per incrementare la produttività e di conseguenza i salari. Se ne è discusso molto di recente, ma non sono stati fatti passi concreti e non possiamo permetterci ulteriori ritardi.

Che ne pensa della decisione della Fed di mantenere invariati i tassi di interesse?

Assistiamo a un confronto continuo tra la Casa Bianca e la Federal Reserve. La decisione di mantenere invariati i tassi mi sembra adeguata, nonostante le pressioni di Trump, che riflettono una situazione economica meno brillante.

Il PIL degli USA nel secondo trimestre è cresciuto del 3%.

È vero, ma è importante considerare il trend e il potenziale dell’economia americana, che sembra ora stagnante. Non è chiaro quanto possa ancora crescere. Tuttavia, una riduzione prematura dei tassi potrebbe richiedere in futuro correzioni complicate. È evidente che Trump sta cercando di evitare una situazione economica sfavorevole in vista delle prossime elezioni di midterm.

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Manca più di un anno alle elezioni di midterm.

Sì, ma le decisioni di politica monetaria impiegano tempo per influenzare l’economia reale e manifestare i loro effetti. Tuttavia, negli USA, le priorità politiche ed economiche sembrano spesso sovrapporsi.

(Lorenzo Torrisi)

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