Rimborso spese trasferta: ok ai contanti all’estero, scopri le regole!

È noto che il rimborso delle spese per un viaggio di lavoro o una missione all’estero segue regole diverse. L’Agenzia delle Entrate, mediante la circolare numero 188, ha chiarito l’eliminazione della necessità di utilizzare metodi di pagamento tracciabili per giustificare le spese.

All’interno dei confini italiani, esiste l’obbligo di utilizzare pagamenti elettronici per garantire il corretto rimborso fiscale, mentre per le spese effettuate fuori dall’Italia, è permesso anche l’utilizzo del contante per prevenire possibili tassazioni sul rimborso.



Norme per il rimborso delle spese di trasferta

Le modalità di rimborso per le spese sostenute durante una trasferta variano a seconda che la spesa sia stata effettuata in Italia o all’estero. Nel caso di spese nazionali, le autorità fiscali richiedono il pagamento tramite strumenti che lasciano una traccia, come carte di credito, di debito o bonifici bancari.



All’estero, dove molti Paesi non dispongono di sistemi avanzati per i pagamenti elettronici, l’uso di metodi tracciabili non è obbligatorio, quindi anche i contanti sono accettati.

Fonte: pexels.com

L’Agenzia delle Entrate ha quindi chiarito che, secondo il TUIR, il reddito non è soggetto a tassazione (similmente al lavoro dipendente) per le spese sostenute in trasferta all’estero, indipendentemente dal metodo di pagamento utilizzato.

Tuttavia, si specifica che questa eccezione vale solo per i pagamenti in contanti all’estero; altrimenti, è necessario utilizzare bonifici o carte di pagamento (sia prepagate, di debito o di credito).



Semplificazioni su ampia scala

La nuova normativa offre due vantaggi principali. Il primo è legato alla semplificazione fiscale nella gestione del personale privato che spesso deve viaggiare all’estero per lavoro.

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Il secondo beneficio riguarda il supporto internazionale, evitando di costringere il dipendente a dover necessariamente trovare un commerciante che accetti pagamenti con carta, situazione comune in molti Paesi esteri dove spesso non esistono POS.

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