Un costoso caso di abusivismo
A Poitiers, un proprietario di casa nonagenario si trova ad affrontare una bolletta dell’acqua colossale, pari a 17.364 euro, dopo che la sua seconda casa è stata occupata abusivamente per più di un anno. Tra l’ottobre 2023 e il febbraio 2025, la sua casa nel quartiere di Saint-Cyprien è stata occupata abusivamente da una famiglia, con conseguenze finanziarie disastrose.
Un controverso rifiuto di espulsione
Secondo Georges Hémery, l’avvocato del 95enne proprietario di casa, la richiesta di sfratto è stata inviata alla prefettura non appena è stata scoperta la casa abusiva.
Tuttavia, nell’agosto 2024, la prefettura ha respinto la richiesta, ritenendo che non fosse stato dimostrato che l’occupazione fosse stata effettuata con “manovre, minacce, aggressioni o coercizione”.
Danno considerevole
Dopo la partenza degli occupanti, nel febbraio 2025, la casa è stata trovata in uno stato deplorevole, con gravi danni e attrezzature strappate.
Ma la perdita più grande è la bolletta dell’acqua di oltre 17.000 euro che il proprietario deve ora pagare.
Una “ingiustizia fondamentale
“La legge vieta al proprietario di interrompere l’erogazione dell’acqua, anche in caso di occupazione illegale”, spiega Hémery, che denuncia “un’ingiustizia fondamentale”.
L’avvocato sottolinea il paradosso di una situazione in cui il proprietario viene penalizzato nonostante i suoi sforzi per recuperare legittimamente la sua proprietà.
La battaglia legale continua
Di fronte a questa situazione, il 13 giugno è stata fissata un’udienza presso il tribunale civile per chiedere un risarcimento danni.
Il Grand Poitiers, contattato in merito a questo caso, giustifica la sua posizione sottolineando l’assenza di una procedura legale rapida che avrebbe permesso all’autorità locale di pagare la fattura.
Conclusione
Questo caso del Poitou mette in luce un evidente squilibrio nella legislazione francese sulle occupazioni abusive. Mentre un nonagenario si ritrova vittima di un’occupazione illegale e di una bolletta astronomica, il caso evidenzia l’urgente necessità di rivedere la legislazione che protegge i proprietari.
L’imminente battaglia legale potrebbe costituire un precedente e incoraggiare i legislatori a ripensare un quadro giuridico in cui la protezione dei diritti di proprietà sembra talvolta passare in secondo piano rispetto ad altre considerazioni, a scapito dei proprietari di casa più vulnerabili.
Fonte: FranceBleu
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Francesca Bianchi è laureata in diritto economico presso l’Università di Milano e ha conseguito un Master in gestione del rischio finanziario. Ha lavorato per diversi anni in importanti banche internazionali, specializzandosi nelle normative bancarie europee, come MIFID II e IFRS 9. Appassionata di sostenibilità e normative ESG (ambientali, sociali e di governance), Francesca si impegna ad aiutare le aziende a conformarsi alle nuove leggi europee. I suoi contributi su ComplianceJournal.it sono ampiamente apprezzati per la loro chiarezza e profondità analitica.