In un periodo caratterizzato da un bias cognitivo, o effetto Baader-Meinhof, o ancora illusione di frequenza, la Corea del Sud, dopo decenni di un relativo anonimato internazionale, sembra essersi improvvisamente svelata al mondo. In soli trenta giorni, il paese ha assistito all’introduzione della legge marziale, a due processi di impeachment presidenziale, un tentativo di arresto di un ex presidente che ha tentato un colpo di stato, un disastro aereo e un incendio in un grande magazzino che ha causato oltre 120 intossicazioni.
Non stiamo certo negando la realtà qui. Per le idiozie ci sono altri siti. Tuttavia, è difficile ignorare l’illusione di frequenza e la costante sensazione di crisi politica. Non a caso, Anthony Blinken era a Seoul proprio ieri. Oltre a visitare Giappone e Francia, la Corea del Sud è stata una tappa cruciale del suo recente tour come segretario di Stato americano. Blinken ha discusso con il suo omologo, Cho Tae-yul, di temi come l’alleanza tra Corea del Sud e Stati Uniti, la cooperazione triangolare Seul-Tokyo-Washington, la questione nordcoreana e le sfide regionali e globali.
L’incontro si è tenuto proprio ieri, lunedì 6 gennaio. Coincidenza vuole che fosse lo stesso giorno in cui scadeva il mandato di arresto per l’ex presidente, Yoon Suk Yeol, che solo venerdì aveva visto le sue guardie respingere gli agenti di polizia venuti per arrestarlo. La diplomazia e il protocollo hanno impedito un’altra scena simile durante la visita del segretario di Stato americano. Ma cosa significa questo per il presidente golpista? Importante è il messaggio del ministro delle Finanze, Choi Sang-mok, che è diventato presidente ad interim il 27 dicembre, dopo che i legislatori hanno votato il secondo impeachment in meno di un mese, quello del primo ministro Han Duck-soo. La priorità è rassicurare i mercati con misure decise e drastiche, se necessario.
Lo stesso messaggio è stato ripetuto per un mese. Chiaramente e reso sempre nuovo ed efficace da una serie di emergenze reali e presunte. In effetti, uno scudo per il mercato azionario. Prima del tentativo di colpo di stato, il mercato stava crollando. La Corea del Sud non è solo un paese, è una serie di Netflix, un esperimento a cielo aperto. Le notizie arrivano con grande clamore ma svaniscono rapidamente. Dopo la legge marziale, è successo di tutto, ma poco è finito sui giornali e ancora meno sui social. I colpi di stato ibridi esistono. E funzionano.
Per cosa? Basta guardare l’ultimo messaggio del presidente facente funzione: il governo intraprenderà azioni rapide e audaci per stabilizzare il mercato, se necessario per ripristinare la calma. È lo stesso messaggio che tutti i protagonisti hanno ripetuto dal colpo di stato fallito del 3 dicembre, a partire dalla banca centrale che si riunì mentre la legge marziale era ancora in vigore. Nel frattempo, il Kospi è calato dello 0,90% nell’ultimo mese, dello 0,31% negli ultimi 5 giorni, ma è aumentato dell’1,79% venerdì, giorno del mancato arresto dell’ex presidente e del comunicato del Dipartimento di Stato americano, e dell’1,91% ieri. Lo scudo sembra funzionare. In un paese dove lo scorso marzo era stato precauzionalmente messo fuorilegge lo short selling.
Un atteggiamento decisamente prudente, simile a quello di un attento capofamiglia, che tuttavia ignorava il serpente in seno e veniva colto di sorpresa da un colpo di stato teatrale. Ma i colpi di stato ibridi esistono, e nell’era dell’intelligenza artificiale, i bias cognitivi sono utili al mercato quanto il Qe, forse più in futuro. Più degli algoritmi. Più dei pattern.
Desiderate un esempio più vicino a noi? Guardate questo grafico. Mostra come le scorte di gas europee siano ai minimi dal 2018. Restano comunque al 70%, quindi nessun allarme per quest’inverno. Ma, al di là della mera speculazione e della catena dei costi che vedrà comunque le bollette aumentare del probabile 30% nel 2025, ciò che nessuno nota è che queste scorte così esaurite, a meno di una pace tra Russia e Ucraina che riattivi tutte le pipeline di transito insieme al ritiro delle sanzioni, dovranno essere riempite. Questo sarà un ulteriore driver autoalimentante dei prezzi.
L’estate, poi, si sa che i consumi elettrici esplodono per l’abuso di condizionamento degli ambienti. Sempre più presto e sempre più a lungo rispetto agli scarsi tre mesi estivi di un tempo. Ma anche in questo caso, il gas è un bias cognitivo. Pensate che mentre vi avvertivo, gli altri fossero ignoranti o meno preparati? No, semplicemente non conveniva. Anzi, faceva paura. Quando invece la crisi eolica tedesca e la prima ondata di freddo hanno mosso i futures e, soprattutto, l’approssimarsi del 31 dicembre e della fine del contratto tra Kiev e Gazprom rendevano inevitabile trattare la questione, ecco che è partita l’illusione di frequenza.
Si parlava di gas sì in modo sporadico, ma con intervalli sempre più ravvicinati. E soprattutto in maniera unidirezionale, fino a far passare l’aumento dei prezzi come una conseguenza ulteriore della cattiveria russa che taglia il gas all’Ucraina e all’Europa, per difendere il liberalismo occidentale anche di fronte al prevedibile salasso. E soprattutto per rimandare la presa d’atto del fallimento delle tutte le fonti alternative di approvvigionamento vendute dai governi europei e dalla Commissione UE all’opinione pubblica, quando invece i dati confermano una continua dipendenza da Gazprom anche nel mercato del GNL. Truman Show, ormai, fa sorridere.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.