Dall’inizio dell’anno fino ad oggi: consigli per gli investitori
Da gennaio, ho continuato a consigliare agli investitori del settore finanziario di mantenere un atteggiamento non troppo negativo nonostante l’instabilità internazionale. Tuttavia, è essenziale ora moderare l’ottimismo, pur continuando a coltivarlo con attenzione.
La ragione principale di questo cambio di rotta risiede nelle recenti osservazioni sui dati tra Stati Uniti e Cina che indicano come una guerra commerciale prolungata sarebbe dannosa per entrambe le nazioni. Di conseguenza, è stato raggiunto un accordo per limitare la deglobalizzazione conflittuale, assicurando che i flussi di commercio globale rimangano a livelli che prevengano una crisi economica mondiale. Nonostante ciò, la competizione per l’influenza e il predominio tecnologico, sia a livello globale sia nelle rispettive sfere d’influenza, proseguirà senza sosta. Sia la Cina che gli Stati Uniti non hanno abbandonato le loro ambizioni di potenza globale.
La Cina si avvale di un vantaggio significativo grazie alla sua storica strategia (dal 1955) di sviluppo del Sud globale, come dimostrato recentemente durante la conferenza con l’America del Sud. Inoltre, ha saputo creare una dipendenza economica e geopolitica significativa della Russia dal proprio potere economico e finanziario.
Gli Stati Uniti, d’altra parte, stanno affrontando alcune difficoltà nel mantenere un’influenza persuasiva sui paesi del G7 senza ricorrere a tattiche coercitive. Necessitando di supporto, gli USA sono costretti a cercare una politica di convergenza per colmare eventuali divari di potere. In ritardo rispetto all’influenza sul Sud globale, hanno recentemente rafforzato un accordo significativo con il mondo sunnita, spostando la loro posizione da una totalmente pro-israeliana a una più mediatrice.
Le mie ricerche, così come quelle di altri, hanno evidenziato che l’amministrazione Trump ha abbandonato il principio di compatibilità politica con possibili alleati a favore di un approccio più mercantile, indifferente alle politiche interne delle altre nazioni. Questa strategia rispecchia quella cinese e deriva dalla necessità degli USA di riequilibrare i propri scambi commerciali per contrastare l’impoverimento interno.
Questo cambio potrebbe indebolire il G7, tradizionalmente basato sulla condivisione di valori democratici, ma potrebbe anche portare a una nuova configurazione del G7+, includendo paesi come Australia, India e, eventualmente, Brasile e altri.
Sebbene la Cina dimostri di avere una strategia paziente e coerente per il dominio globale, l’America sotto la guida di Trump deve ancora trovare un equilibrio tra la capacità di espandere le alleanze e la tendenza a imporre dazi a tutti, alleati inclusi. Il problema principale è la rapidità di azione, che può risultare in una percezione di imprevedibilità e quindi minare la fiducia nei suoi confronti.
Nonostante un processo di apprendimento evidente nell’amministrazione Trump, è probabile che vi sia un adeguamento nelle relazioni all’interno del G7 e una riduzione dei rischi legati ai dazi. Tuttavia, la possibilità di una fiducia insufficiente e di eccessive oscillazioni nelle politiche di Trump rimane significativa. Per questo motivo, è consigliabile che gli attori del mercato mantengano un ottimismo cauto fino a quando i segnali non diventeranno più chiari nei prossimi mesi.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.