Operazioni Bancarie a Rischio: Il Grande Gioco delle Ops, Esito Incerto!

L’ambito bancario è attualmente testimone di un crescente numero di Offerte Pubbliche di Scambio (Ops) che stanno prendendo il via o sono sul punto di iniziare

Le Offerte Pubbliche di Scambio nel settore bancario stanno vivendo un periodo di fervida attività, con un numero record di operazioni che promettono di riformulare il panorama e l’architettura del mercato finanziario. Questo si inserisce in un contesto di eventi e assemblee aziendali sempre più densi, riflettendo un mercato che ha trovato nuova vita e dinamismo, con scommesse su future valorizzazioni e dove sia azionisti che investitori, sia italiani che internazionali, piccoli e grandi, giocano un ruolo cruciale.



Tuttavia, questa situazione non sembra influenzare positivamente l’economia reale, le famiglie o le aziende, specialmente in un momento in cui la ripresa mostra segni di rallentamento a causa di un crescente clima di incertezza, aggravato da conflitti, tensioni geopolitiche, rialzi nei costi energetici e di produzione, e le transizioni ancora incomplete post-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, come quelle digitale e della sostenibilità.



La situazione rimane fluida e in costante evoluzione, rendendo difficile mantenere una visione d’insieme completa. Focalizziamoci per un momento sulle operazioni attualmente in corso, con particolare attenzione su quella tra Mps e Mediobanca, che è entrata in una fase decisiva con scadenze imminenti.

L’Ops di UniCredit su Banco Bpm è ripresa la scorsa settimana, dopo una pausa di circa un mese causata da dispute legali, e si concluderà il 23 luglio. Quest’offerta è proposta a un prezzo inferiore rispetto al valore di mercato.

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Al 23 giugno, le adesioni raccolte ammontavano a 697.482, corrispondenti allo 0,046% del totale delle azioni offerte. La Consob aveva sospeso l’Ops per 30 giorni. Il futuro di questa operazione dipenderà molto dalla decisione sulla legittimità del Golden Power da parte del governo italiano, su cui si dovrà pronunciare anche la Dg Comp europea e il TAR del Lazio il 9 luglio.

L’Ops di Bper su Banca Popolare di Sondrio ha visto Unipol, azionista di entrambe le banche, comunicare la sua adesione. Finora, le richieste di adesione ammontano a 89.549.892, portando il totale a 90.278.827, equivalente al 19,98% delle azioni disponibili. L’offerta, iniziata il 16 giugno, si concluderà l’11 luglio.

Venerdì scorso, il 27 giugno, è terminato l’Opas di Banca Ifis su Illimity, che prevedeva, oltre allo scambio di azioni, anche una componente in contanti. Per ogni 10 azioni di Illimity aderenti all’offerta, sono state riconosciute 1 azione di Banca Ifis e un corrispettivo in contanti di 1,506 euro. Al termine, Banca Ifis ha registrato l’84,09% delle adesioni. Poiché questa percentuale è inferiore al 90% necessario per attivare un bonus in contanti del 5%, una parte del capitale, precisamente il 15,91%, rimarrà sul mercato. I termini dell’Opas saranno riaperti dal 7 luglio fino all’11 luglio, alle stesse condizioni.

Passando all’Ops di Monte dei Paschi di Siena su Mediobanca, la BCE ha dato il via libera il mattino del 25 giugno, senza prescrizioni preventive. Quest’operazione, del valore di 13,2 miliardi di euro, potrebbe completamente ridisegnare il sistema finanziario italiano. Dettagli operativi sono ora al vaglio della Consob, la cui approvazione del prospetto informativo e del documento sull’Ops è attesa per metà settimana, con un parere vincolante per l’offerta. Mediobanca ha richiesto chiarezza sui numeri e sulle implicazioni economico-finanziarie dell’Ops, in caso questa non raggiunga il 50,1% del capitale.

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L’Ops dovrebbe iniziare il 14 luglio e continuare fino agli inizi di settembre, prevedendo uno scambio di 2,53 azioni Mps per ogni azione Mediobanca. La prudenza di questa valutazione è evidente dalla reazione della Borsa, favorevole a Mediobanca, e potrebbe portare a un aggiustamento dell’offerta entro l’ultima settimana dell’operazione.

Mediobanca, il 27 giugno, ha presentato la sua strategia per mantenere l’attuale struttura, con promesse di maggiori ricavi, utili e dividendi. La banca ha aggiornato gli obiettivi del suo piano fino al 2028, prevedendo 4,9 miliardi di euro in cedole per i suoi azionisti tra dividendi e riacquisti di azioni.

Le proiezioni economiche per i prossimi tre anni indicano che Mediobanca mira a un utile di oltre 1,9 miliardi di euro entro giugno 2028, con ricavi superiori ai 4,4 miliardi di euro (un aumento del 6%), una riduzione del rapporto costi/ricavi di 3 punti percentuali (dal 43% al 40%) e una stabilizzazione del costo del rischio a circa 60 punti base. Il risultato operativo dovrebbe aumentare da quasi 1,9 a quasi 2,3 miliardi di euro (un aumento del 7%), con un Rote ordinario del 17% e uno stated del 20%. A fronte di una possibile integrazione con Mps, Mediobanca preferirebbe mantenere la sua indipendenza.

Questo percorso potrebbe essere ulteriormente rafforzato dall’Ops su Banca Generali, che potrebbe creare un leader europeo nel settore del wealth management per dimensioni, capacità di crescita e remunerazione degli azionisti, con una chiusura prevista per il prossimo mese di ottobre.

In conclusione, la partita si prospetta avvincente e aperta a ogni possibile sviluppo. In questo contesto, ogni piano o progetto che si basi su una solida logica e un convincente piano finanziario merita di essere attentamente considerato. Non va dimenticato che il Ministero dell’Economia e delle Finanze detiene ancora l’11,7% del capitale di Mps. Infine, un’integrazione tra Mps e Mediobanca, che operano in segmenti diversi, potrebbe segnare un ritorno al modello di banca universale mista.

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