Rally dell’Argento: la Russia è Davvero la Colpevole? Scopri Ora!

L’incremento nel prezzo dell’argento è in corso e sembra che la responsabilità venga attribuita alla Banca Centrale Russa

Proprio nel momento in cui l’Unione Europea annuncia un nuovo insieme di sanzioni mirate a colpire direttamente la Russia, permettetemi di spiegarvi cosa è previsto accadere presto nel settore dei metalli preziosi, in particolare con l’argento, spesso considerato il parente povero di questo gruppo.

Credete che questi due elementi non siano correlati? Vi sbagliate. Ho già discusso di questo tema in passato, perché ritenevo inevitabile che l’uso duplice dell’argento lo portasse a un confronto decisivo con le teorie che vedono l’IA come la nuova frontiera. A differenza dell’oro, che funge da riserva di valore e supporto implicito per le valute, l’argento è un componente essenziale in prodotti come pannelli solari, veicoli elettrici e semiconduttori. Quindi, dimenticatevi di semplici gioielli: quando si parla di argento, si parla del miglior segreto custodito nel mercato dei derivati.



Vi ho già parlato di come le banche specializzate nel mero arbitraggio speculativo sui metalli “di carta” avessero stabilito una sorta di limite invisibile per il prezzo dell’argento, fissato a 35 dollari per oncia. Bene, qualcosa è cambiato da almeno una settimana. Un breakout, come dicono gli esperti, ovvero il superamento di quella soglia. Negli ultimi tre giorni, si è addirittura assistito a una spinta verso i 40 dollari per oncia. Raggiunto questo livello, la narrazione cambia.



Tuttavia, attenzione a non cadere nelle trappole della fantafinanza. Anche se mantenere il prezzo sotto quel massimo implica una posizione ribassista quasi strutturale, un eventuale aumento di tale posizione attraverso il prestito di azioni sugli ETF per posizioni short non significa necessariamente che ci sarà una corsa disperata alla ricerca di materiale fisico se il prezzo aumenta. Non ci sarà nessuna corsa frenetica per caveau alla ricerca di barre d’argento. Sono solo favole.

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La riforma del Comex ha infatti ben pensato a come strutturare il mercato dei derivati sui metalli come una scommessa quasi win-win. Si opera con la logica del contratto per differenza (Cfd), quindi se si è in posizione short e il prezzo sale, si chiude la posizione ribassista e se ne apre una rialzista opposta, registrando la perdita nel bilancio. Non c’è nessun rischio di bancarotta per mancanza di consegna del materiale fisico.



Ma fate attenzione a quanto è successo giovedì: la mancanza di disponibilità di quote ETF per posizioni short sull’argento. Zero, come indica la prima riga in alto.

Questo significa che il limite ribassista era stato raggiunto. E infatti, il prezzo per oncia si era ridotto, allontanandosi dalla pericolosa soglia dei 40 dollari per oncia. Ma poi, ecco cosa è successo: la mancanza di compressione artificiale al ribasso attraverso i derivati, il famigerato Mr. Slammy, ha permesso al mercato di operare una price action non manipolata.

E dietro le quinte, cosa sta accadendo? Questo: la stessa speculazione, intesa come una comunità che vede il mercato come un’opportunità di guadagno rapido, ha appena creato una delle più grandi posizioni rialziste da quando le serie storiche vengono tracciate al Comex. Naturalmente, si tratta di speculazione sui futures, ma il cambiamento di prospettiva in questo caso sembra indicare un cambiamento di paradigma.

L’argento sta per imporre una price discovery pericolosamente basata sulla sua natura dual use, quella menzionata all’inizio e legata a tutte quelle produzioni avanzate su cui si fondano vari progetti green e di conseguenza i pilastri del mercato tecnologico e dell’intelligenza artificiale? E che fine faranno le scommesse miliardarie delle bullion banks che hanno sempre imposto un limite implicito al prezzo dell’oncia d’argento, quei 35 dollari che ora sembrano sempre più difficili da mantenere?

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Non preoccupatevi, sembra che l’arma segreta sia già pronta per essere utilizzata. Leggete qui: a breve il mondo verrà a conoscenza di un altro segreto di Pulcinella e sarà allarmato riguardo alle sue conseguenze. Sta per essere lanciata la narrazione secondo cui dietro l’aumento del prezzo dell’argento ci sia la Banca Centrale Russa. Essa aveva infatti iniziato ad accumulare questo metallo nelle sue riserve già nel settembre 2024. Ma l’Occidente, con la sua manipolazione sistemica, aveva ignorato il fatto. Ora, invece, sembra pronta la storia secondo cui l’argento permetterà al Cremlino di compensare le perdite derivanti dalle sanzioni e continuare la sua campagna in Ucraina.

Banalità, ovviamente. Ma date tempo alla stampa pro-NATO di capire cosa sta succedendo, adeguatamente guidata dall’editore-ombra con qualche report mirato e una valanga di propaganda prenderà il largo. A tal punto da farvi vergognare di indossare quella catenina o quel braccialetto, tanto il senso di colpa sarà forte.

E se questo non bastasse a fermare l’ascesa dell’argento? Semplice. Se si riescono a diffondere abbastanza menzogne riguardo l’uso strategico di questo metallo nei piani finanziari e valutari del Cremlino, qualche sanzione mirata potrebbe emergere rapidamente. Magari anche qualche regolamentazione d’emergenza del mercato dei futures, per bloccare un’altra potenziale fonte di finanziamento della minaccia russa. Casualmente, la questione delle riserve di argento della Banca Centrale Russa è emersa solo ora, quando la stessa entità aveva annunciato il suo piano di acquisto nel settembre 2024.

Ora, quando l’UE emette il nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca e annuncia che colpiremo al cuore la Russia, ci faremo male. E la questione dell’argento come cavallo di Troia diventerà un ritorno di fiamma. Non ci credete? Datemi 10 giorni di tempo. Poi ne riparleremo.

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