La risposta dell’UE dopo il TAR del Lazio sul Golden Power di UniCredit-BPM
Dopo la decisione del TAR del Lazio, che ha rallentato il decreto governativo sulla OPA di UniCredit su Banco BPM, ora arriva una lettera dalla Commissione Europea che mette ulteriormente in discussione l’uso del Golden Power da parte del MEF e di Palazzo Chigi, rendendo praticamente nullo il dpcm del 18 aprile 2025. La lettera di Bruxelles esprime profonde perplessità riguardo all’azione del governo di centrodestra sul complesso scenario di “risiko bancario” relativo all’acquisizione del Banco Popolare di Milano da parte del gigante guidato da Orcell.
Mediante il Golden Power, il Ministero dell’Economia e la Presidenza del Consiglio avevano fissato determinati obblighi per completare l’OPA, ma secondo la Commissione UE, ci sarebbero possibili violazioni delle normative europee relative alle concentrazioni e ad altri aspetti del diritto UE.
Secondo quanto riportato dalla lettera della Commissione, pubblicata in parte dall’ANSA, gli Stati UE possono imporre alcune condizioni quando esiste un legittimo interesse nazionale; tuttavia, di fronte alla fusione UniCredit-BPM non emergerebbero rischi per la sicurezza pubblica, sollevando quindi notevoli dubbi sull’intervento del Governo Meloni con il Golden Power, la cui scadenza è fissata per il 18 luglio 2025.
La reazione di Palazzo Chigi: quali sono i possibili scenari per l’OPA?
Le dichiarazioni rilasciate oggi a Bruxelles da Thomas Regnier, portavoce della Commissione UE, che ha presentato la lettera di sostanziale disapprovazione del decreto di Palazzo Chigi, hanno ricevuto una pronta risposta dalla Presidenza del Consiglio italiana, che ha anticipato in una nota le future azioni del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. «Il Governo italiano risponderà in modo collaborativo e costruttivo ai chiarimenti richiesti», ha affermato Palazzo Chigi riguardo la lettera dell’UE sulla offerta di UniCredit su Banco BPM.
In risposta al Tar, il governo aveva già iniziato a valutare come modificare il prossimo dpcm per estendere le scadenze dell’operazione bancaria. Con il mercato azionario in fluttuazione, i titoli di BPM e UniCredit mostrano dinamiche contrastanti, e secondo “Milano Finanza”, le opzioni sono due: o una completa riscrittura del decreto, tenendo conto delle osservazioni della Commissione UE e del Tar, oppure un nuovo stop dell’offerta disposto dalla Consob guidata da Paolo Savona.
La posizione critica della Lega: “Concentrarsi su poche cose ma fatte bene”
La Lega, già critica nei confronti della politica dei dazi dell’Unione Europea guidata da Ursula Von der Leyen, propone una negoziazione “a due velocità”, sia con gli USA di Trump che con l’UE. Vicepremier Matteo Salvini sostiene che l’Europa dovrebbe concentrarsi su questioni più serie e rilevanti piuttosto che continuare a “rompere le scatole” al governo italiano su temi come auto elettriche, politiche ambientali, spiagge, stabilimenti balneari e ora anche le banche.
Il Ministro delle Infrastrutture ribadisce che Bruxelles dovrebbe occuparsi di poche questioni, ma gestirle bene e seriamente. Mentre la posizione di Meloni e FdI è più moderata per evitare conflitti e favorire il dialogo con la Commissione, la Lega assume una posizione più diretta e critica verso l’immobilismo di Bruxelles, trovando opposizione interna da parte di Forza Italia, che difende l’operato della Presidente del PPE.
Salvini, nel suo intervento al “Corriere della Sera”, ha sottolineato che il governo italiano dovrebbe opporsi a guerre commerciali inutili, con conseguenze sempre più dannose per un’Europa dominata dalla Germania. Propone quindi un’Europa che si concentri meno su UniCredit, leggi locali e agricoltura nei vari Stati UE, suggerendo anche la sospensione del Patto di Stabilità per ridurre i limiti agli investimenti, in particolare per il Green Deal che, a suo dire, sta “uccidendo le imprese”. Salvini conclude affermando che, anziché eliminare il “paradosso” di un blocco burocratico di regole su politiche ambientali e anti-competitività, Von der Leyen finisce per riconfermarlo e alimentarlo. Sul fronte dell’OPA su UniCredit-BPM, il leader della Lega afferma che è ancora sul tavolo di Giorgetti, che sta lavorando per migliorare ogni dettaglio, rendendo il sistema bancario un asset strategico, e che l’Italia dovrebbe poter regolare autonomamente senza interferenze da Bruxelles.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.