“In un’epoca di trasformazioni, Intesa Sanpaolo continuerà a essere un pilastro. Sarà il propulsore dell’economia reale e sociale italiana, posizionandosi come una banca di spicco in Europa anche per i prossimi anni”.
Le dichiarazioni di Gian Maria Gros-Pietro, rieletto per altri tre anni alla guida di Intesa Sanpaolo insieme al CEO Carlo Messina, possono sembrare formali e prevedibili. Tuttavia, nella primavera del 2025, queste parole acquistano un valore chiaro e strategico. Carlo Messina ha aggiunto, dopo l’ultima assemblea: “Continueremo a lavorare con la consapevolezza di chi conduce una grande banca che gioca un ruolo chiave nell’economia reale e sociale, con l’ambizione di contribuire ad una economia più giusta, innovativa e sostenibile”.
Analizzando più a fondo le recenti prestazioni di Intesa Sanpaolo rispetto ai suoi principali concorrenti in Italia e in Europa, si può notare come la conferma della sua visione storica come “banca di sistema” sia peculiare e significativa.
Messina ha sottolineato davanti agli azionisti che Intesa Sanpaolo si mantiene deliberatamente distante dal risiko bancassicurativo iniziato nell’autunno precedente, che ha visto una serie di offerte e acquisizioni tra grandi istituti bancari.
“Rinnovo il mio massimo impegno nel guidare il nostro Gruppo nell’interesse di tutti gli stakeholder – azionisti, clienti, dipendenti e territori – in un periodo di grande discontinuità nel settore bancario italiano e in un contesto internazionale in rapido cambiamento”, ha dichiarato con forza Messina.
Questo non solo come affermazione strategica, ma con una chiara definizione di strumenti e obiettivi: “La nostra consolidata leadership nel fornire credito, il nostro modello di business diversificato, leader internazionale nel wealth management e nella protezione, l’assenza di NPL e la redditività ai massimi livelli del settore, garantiranno il nostro ruolo di banca leader in Europa nei prossimi anni”.
Le performance economiche di Intesa Sanpaolo hanno dimostrato chiaramente la sua forza: nel 2024, la banca ha registrato un utile netto di 8,7 miliardi di euro, il risultato migliore mai raggiunto.
L’impegno verso la comunità è un aspetto cruciale per il gruppo. Negli ultimi dieci anni, la banca ha ampliato significativamente il suo programma dedicato all’inclusione finanziaria, educativa e sociale; tra il 2018 e il 2022, il programma ha raggiunto un investimento totale di 1 miliardo di euro; dal 2023 al 2027, l’impegno sarà di 1,5 miliardi di euro.
Gros-Pietro, una figura storica nel panorama degli economisti industriali italiani, ha evidenziato: “Come economista aziendale, sono incline a guardare al futuro con ottimismo, come fanno gli imprenditori, e credo che ogni sfida debba essere affrontata sia preparando gli strumenti adeguati sia cogliendo le opportunità emergenti. In questo contesto in evoluzione, Intesa Sanpaolo vuole rimanere protagonista, promuovendo un modello di sviluppo coesivo, innovativo e sostenibile, grazie alle notevoli competenze presenti nel Gruppo con cui ho avuto l’onore di lavorare e che continuerò a trovare nei prossimi tre anni.”
Intesa Sanpaolo ha destinato 200 miliardi di euro fino al 2028, di cui 40 riservati al Mezzogiorno, a sostegno delle imprese che investono nel nostro Paese, promuovendo così l’attrattività dei territori italiani e la loro posizione strategica nelle rotte e negli scambi internazionali”.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.