Oggi si è tenuta una riunione del Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo per esaminare e approvare i risultati finanziari dell’ultimo anno. Questi sono stati presentati inizialmente agli azionisti e, successivamente, resi noti al pubblico. I dati rivelano una solidità notevole della redditività del gruppo bancario, che si prevede aumenterà ulteriormente entro il termine del 2025, anno in cui si concluderà l’attuale piano economico di Intesa Sanpaolo, che sta avanzando rapidamente verso il raggiungimento degli obiettivi prefissati.
Analizzando i conti presentati oggi, è importante sottolineare che Intesa Sanpaolo ha chiuso il 2024 con un utile netto di 8,7 miliardi, a fronte di ulteriori 0,9 miliardi destinati al rafforzamento futuro del gruppo. Queste cifre hanno contribuito a creare un significativo valore per gli stakeholder, con 6,1 miliardi distribuiti agli azionisti, 2 miliardi destinati a buyback, oltre a 5,3 miliardi in imposte, l’espansione del programma alimentare e di alloggio (con 54,1 milioni stanziati tra il 2022 e il 2024), numerose iniziative per l’inclusione finanziaria (20,4 milioni nel biennio) e 1,5 miliardi destinati a bisogni sociali tra il 2023 e il 2027.
I dati finanziari salienti di Intesa Sanpaolo per l’anno 2024
Nel dettaglio, per quanto concerne l’anno 2024, il gruppo Intesa Sanpaolo ha registrato importanti incrementi finanziari: l’utile menzionato precedentemente ha visto una crescita del 12,2% rispetto all’anno precedente, simile all’aumento del 12,5% nella gestione operativa. Entrambi questi valori sono leggermente inferiori al 13,9% di crescita (per 13,736 milioni) del risultato corrente lordo. Inoltre, si sono verificati incrementi nei proventi operativi netti (+7,5%) e nei costi operativi (+1,3%).
Osservando l’intera situazione, l’anno scorso Intesa Sanpaolo ha mostrato un’efficienza tra le più elevate in Europa con un rapporto cost/income del 42,7%, abbinato a un costi del rischio di solo 30 centesimi di punto. È importante notare che l’incidenza dei crediti deteriorati è solo dell’1,2% netto (2,3% lordo) e che questi sono coperti per il 49,5%.
Particolarmente rilevante è il Common Equity Tier 1 ratio, che raggiunge il 13,9%, posizionando la banca ben al di sopra dei requisiti normativi. Vi sono anche dati incoraggianti riguardo le attività liquide, che ammontano a 264 miliardi, con liquidità immediatamente disponibile di 207 miliardi e, non meno importante, 70 miliardi concessi a titolo di credito, di cui 43 miliardi in Italia, con 38 miliardi erogati a famiglie e PMI.
Le prospettive per il 2025 di Intesa Sanpaolo: ulteriori crescite dell’utile netto e della redistribuzione del valore
Guardando al futuro, il 2025 sarà un anno chiave per Intesa Sanpaolo poiché si concluderà il Piano di Impresa avviato nel 2022, che prevedeva un utile netto di 9 miliardi. Secondo le attuali proiezioni, si prevede che questa cifra sarà non solo raggiunta ma anche superata, a beneficio dei ricavi, delle commissioni nette e degli utili da trading.
Nel 2025, Intesa Sanpaolo prevede anche di ridurre i costi operativi, nonostante l’aumento degli investimenti tecnologici, puntando sull’assunzione di giovani, sull’utilizzo di nuove tecnologie per alleggerire i carichi di lavoro e sulla razionalizzazione degli immobili. Mentre si mira a mantenere il Common Equity Tier 1 ratio oltre il 12%, è prevista anche una forte redistribuzione del valore, che includerà un payout ratio in contanti del 70% dell’utile netto, 2 miliardi di buyback già programmati e ulteriori distribuzioni che saranno quantificate solo dopo l’approvazione dei risultati annuali.
Carlo Messina (CEO di Intesa Sanpaolo): “La nostra priorità è la redistribuzione, non puntiamo ad acquisizioni o fusioni”
In risposta ai dati positivi presentati oggi, il CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha descritto l’anno passato come il “migliore di sempre”, durante il quale la banca ha “raggiunto i propri obiettivi”. Messina ha ricordato che “abbiamo già distribuito 24,6 miliardi agli azionisti”, superando i 22 miliardi inizialmente previsti dal Piano, e che l’obiettivo di “ottenere un risultato netto ben superiore a 9 miliardi” è sempre più vicino.
La remunerazione degli azionisti, ha continuato Messina, rimane “la priorità” per Intesa Sanpaolo, come dimostra il fatto che “abbiamo aumentato il Cet 1 distribuendo 8,1 miliardi”. La promessa è quella di mantenere “i coefficienti di patrimonializzazione ben al di sopra dei target” grazie a “un significativo eccesso di capitale”, che porterà nel 2025 a un modello di impresa con “un bassissimo assorbimento di capitale”.
Interrogato sulle voci che circolano di recente, il CEO di Intesa Sanpaolo ha chiarito che attualmente “non abbiamo bisogno di acquisizioni o fusioni” né di “quote di minoranza” in altre imprese: “Vogliamo restare distanti – ha precisato Messina – dalla confusione presente sul mercato italiano” e da eventuali problemi normativi in ambito antitrust che renderebbero “difficile realizzare altre operazioni”.
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Alessandro Conti ha conseguito una laurea in ingegneria finanziaria presso il Politecnico di Torino, con una specializzazione in tecnologie finanziarie. Ha lavorato come consulente per diverse start-up fintech e istituzioni bancarie. La sua specializzazione riguarda la regolamentazione dei servizi di pagamento e l’implementazione di soluzioni conformi alle nuove normative europee, in particolare PSD2. Su ComplianceJournal.it, Alessandro condivide le sue conoscenze sulla digitalizzazione dei servizi finanziari e sui rischi emergenti legati alle innovazioni tecnologiche nel settore bancario.