Il Regno Unico decide di non implementare la Central Securities Depositories Regulation (CSDR). Il Regolamento è entrato in vigore il 17 Settembre 2014, con l’obiettivo di regolare le attività dei depositari centrali degli stati membri dell’Unione.

La CSDR svolge un ruolo chiave per l’armonizzazione in ambito post trade, stabilendo requisiti di autorizzazione e regole comuni per l’esercizio dell’attività di depositario centrale, con particolare riferimento al servizio di regolamento delle operazioni in titoli. Essa mira anche ad aumentare la sicurezza, la solidità e l’efficienza dei CSD, ad assicurare che siano soggetti ad un comune framework regolamentare, ad armonizzare gli aspetti legali connessi al regolamento dei titoli, ad incrementare la competizione e l’interconnessione tra i sistemi.

In tal senso, il complesso framework normativo non ha impatti solo sulle sedi di negoziazione, ma anche sulle imprese di investimento, sugli enti creditizi, sulle autorità. Richiede modifiche importanti a livello informatico e adeguamenti degli accordi legali tra le parti interessate.

L’ESMA ha postposto l’introduzione della terza parte

Anche per tale rilevante impatto, la finalizzazione della terza fase di introduzione della CSDR che doveva completarsi quest’anno è stata spostata dall’ESMA al 1° febbraio 2022, tenendo conto delle difficoltà nei lavori in corso durante il coronavirus.

Nel frattempo, la Commissione Europea introdurrà delle proposte di emendamento, che potrebbero riguardare anche gli accordi in sospeso tra UE e Regno Unito.

Scelta del Regno Unito

Intanto, il Regno Unito decide di non introdurre il Regolamento, con l’obiettivo di riprendere la piena Governance del proprio settore finanziario, ma, molto probabilmente, anche per avere una leva maggiore negli accordi ancora in corso con l’Unione.

Secondo alcuni, la decisione è principalmente legata al mercato degli ETF, per cui le istruzioni di regolamento non si regolano completamente alla data di scadenza. Il regime Europeo prevede invece sanzioni e buy-in obbligatori in caso di settlement in sospeso, condizionando pesantemente il mercato degli ETF.

Rimane il fatto che imprese britanniche che partecipano a CSD dell’UE o le cui transazioni sono regolate a livello di CSD dell’UE dovranno in ogni caso allinearsi alla normativa europea. Inoltre, il livello di interconnessione dei sistemi di regolamento a livello globale è molto alto, ponendo sfide di calibrazione nelle normative dei vari Paesi, per garantire condizioni di equità ed evitare l’arbitraggio regolamentare.

Tutto questo, unitamente al fatto che a livello di ETF attualmente mancano delle regole specifiche, ad esempio in termini di trasparenza, scelta della sede, sulla compensazione e sul regolamento, fa pensare che saranno ancora necessari interventi importanti da parte del Regolatore.