Quasi 400 milioni di euro in investimenti, proprietà… L’imponente fortuna del primo ministro thailandese

Svelato il patrimonio colossale di una leader thailandese

Una recente dichiarazione patrimoniale richiesta dalla Commissione Nazionale Anticorruzione (NACC) della Thailandia ha rivelato l’impressionante fortuna di Paetongtarn Shinawatra, Primo Ministro dall’agosto 2023. Il suo patrimonio totale ammonta a 13,8 miliardi di baht, equivalenti a circa 400 milioni di euro, una rivelazione che ha rapidamente fatto notizia sui media locali.

Un guardaroba reale che fa girare la testa

I dettagli dei beni personali del Primo Ministro rivelano un marcato gusto per il lusso: una stupefacente collezione di 217 borse firmate del valore di oltre 2 milioni di euro, 75 orologi di lusso del valore di 4,6 milioni di euro, oltre a un’impressionante collezione di gioielli che comprende 108 anelli, 205 paia di orecchini e 69 bracciali.

Questi numeri vertiginosi contrastano fortemente con il tenore di vita medio in Thailandia.

Una fortuna diversificata a livello internazionale

Il patrimonio di Paetongtarn Shinawatra non si limita ai beni di lusso. Include investimenti sostanziali per oltre 310 milioni di euro, significative disponibilità liquide (28 milioni di euro) e un portafoglio immobiliare internazionale che comprende proprietà a Londra e in Giappone.

Dopo aver dedotto i debiti per 141 milioni di euro, il suo patrimonio netto ammonta a 251 milioni di euro.

L’eredità di una dinastia politica ed economica

Questa fortuna fa parte della storia della potente famiglia Shinawatra. Suo padre, Thaksin Shinawatra, ex Primo Ministro e magnate delle telecomunicazioni, è tra le dieci persone più ricche della Thailandia con un patrimonio stimato di 2,1 miliardi di dollari secondo Forbes.

La Shin Corp, il suo impero delle telecomunicazioni, è servita da trampolino di lancio per una duratura influenza politica.

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Le implicazioni democratiche di una tale concentrazione di ricchezza

Questa trasparenza finanziaria solleva questioni cruciali sull’equilibrio democratico in Thailandia.

Nonostante l’esilio forzato di Thaksin Shinawatra dopo il colpo di stato del 2006, l’influenza della famiglia rimane considerevole, illustrando lo stretto legame tra potere economico e politico nel paese.

Conclusione

La pubblicazione di questo patrimonio mette in luce non solo l’immensa ricchezza concentrata nell’élite politica thailandese, ma solleva anche questioni fondamentali sull’equità sociale e sulla concentrazione del potere.

Se questa trasparenza finanziaria soddisfa i requisiti democratici, rivela anche i profondi squilibri economici che persistono nella società thailandese contemporanea.

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