La Legge Assegni dal Decreto Regio del 1933 alla dematerializzazione

A cura di Michele Trifiletti, Responsabile del Sistema dei Controlli Interni Chaabi Bank Succursale Italia.

Ogni eventuale parere espresso è personale e non vincola in alcun modo l’azienda.

Con il D.L. 13 maggio 2011 n. 70 (c.d. “Decreto Sviluppo”), convertito, con modificazioni, dalla L. 12 luglio 2011, n. 106, sono state apportate significative modifiche al Regio Decreto 21 dicembre 1933, n. 1736 (“Legge Assegni”), nella parte che disciplina la presentazione al pagamento degli assegni bancari e circolari.

Ora, la Legge Assegni prevede che:

  • l’assegno bancario e l’assegno circolare possono essere presentati al pagamento in forma sia cartacea sia elettronica (cfr. art. 31, c. 3 e 86, c. 1, ultimo periodo);
  • il protesto o la constatazione equivalente possono essere effettuati in forma elettronica sull’assegno presentato al pagamento in forma elettronica (cfr. art. 61, c. 3);
  • le copie informatiche di assegni cartacei sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte se la loro conformità all’originale è assicurata dalla banca negoziatrice, apponendo la propria firma digitale (cfr. art. 66, c. 2).

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Banca d’Italia spettava, rispettivamente, il compito di disciplinare le modalità attuative della norma e di adottare le regole tecniche a completamento del quadro normativo. Terminate le fasi di consultazione, sono stati adottati:

  • il Decreto Ministeriale 3 ottobre 2014, n. 205 (“Regolamento recante presentazione al pagamento in forma elettronica degli assegni bancari e circolari”, pubblicato in GU il 6 marzo 2015; di seguito il “Decreto MEF”);
  • il Regolamento Banca d’Italia del 22 marzo 2016 (pubblicato in GU il successivo 30 aprile unitamente all’Allegato tecnico ed entrato in vigore il 15 maggio 2016 (di seguito, il “Regolamento Banca d’Italia”);
  • le ulteriori indicazioni per la presentazione al pagamento in forma elettronica degli assegni bancari e circolari (Circolare ABI – Serie Tecnica – del 5 agosto 2016) con chiarimenti ed aggiornamenti sul Regolamento BI del 22/03/2016.

Il nuovo regime di dematerializzazione degli assegni (che si applica agli assegni bancari e circolari, ai vaglia postali e ai titoli speciali della Banca d’Italia) rappresenta l’evoluzione e la “codificazione” di iniziative avviate già da tempo nel settore (si veda ‘Allegato’).

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Il processo di implementazione.

La nuova disciplina avrà un enorme impatto sull’organizzazione e sulle procedure interne degli intermediari, pertanto questi hanno a disposizione 18 mesi, dall’entrata in vigore del Regolamento Banca d’Italia, per uniformarsi.

I mesi di Maggio e Giugno 2017 costituiranno il periodo cosiddetto di “duality durante il quale coesisteranno le procedure esistenti (CHT ed EEA) e quella nuova (CIT), che resterà la sola utilizzabile da Luglio 2017, a seguito della dismissione di CHT ed EEA (anche se la cessazione della stanza per gli assegni migrati in CIT, avverrà in tempi ad oggi non ancora definiti).

Alcune specifiche della nuova disciplina

Modalità di trasmissione e dati da inviare

Riguardo agli aspetti salienti della disciplina, il Regolamento Banca d’Italia (art. 7) prevede due distinte modalità di trasmissione:

  • invio dei soli dati per gli assegni bancari e postali di importo sino a euro 5.000,00 e per gli assegni circolari, i vaglia postali e i titoli speciali della Banca d’Italia, senza limiti di importo;
  • invio dei dati dell’assegno e della relativa immagine firmata digitalmente per gli assegni bancari e postali di importo superiore a euro 5.000,00.

I dati da trasmettere sono i seguuenti:

  • identificativo del negoziatore e del trattario o dell’emittente (codici ABI e CAB);
    importo;
  • data di emissione;
  • numero identificativo dell’assegno;
  • nome del beneficiario (per i soli assegni circolari, di traenza, vidimati, vaglia postali e titoli speciali della Banca d’Italia).

Definizione di “Immagine dell’assegno” e valenza di legge

Il Decreto MEF definisce “immagine dell’assegno la copia per immagine dell’assegno, su supporto informatico, di cui all’articolo 1, comma 1, lettera i-ter del CAD[1], conforme all’originale cartaceo ai sensi di quanto previsto dall’articolo 66 della legge assegni” (cfr. art. 1).

L’immagine dell’assegno dovrà essere generata secondo quanto previsto dall’art. 3 del DPCM 13 novembre 2014, recante le regole tecniche per la formazione e la trasmissione dei documenti informatici ai sensi del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD).

Come già anticipato, ai sensi della Legge Assegni, “le copie informatiche di assegni cartacei sostituiscono ad ogni effetto di legge gli originali da cui sono tratte”. Tale identità deve essere assicurata mediante il raffronto dei documenti o attraverso la certificazione di processo, nel caso in cui siano adottate tecniche in grado di garantire la corrispondenza della forma e del contenuto dell’originale e della copia. In ogni caso, il processo di generazione dell’immagine dell’assegno deve assicurare che il titolo cartaceo sia utilizzato una sola volta per generare una sola immagine.

Il documento informatico, per sostituire ad ogni effetto di legge quello cartaceo, deve essere firmato digitalmente dalla banca negoziatrice che l’ha generato.

Al riguardo, il Regolamento Banca d’Italia e il relativo Allegato tecnico richiamano le procedure e i criteri dettati dalla specifica normativa in materia di apposizione, verifica e conservazione della firma digitale (si tratta, nello specifico, della deliberazione n. 45 del 21 maggio 2009, emanata dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione e del DPCM del 22 febbraio 2013, recante le regole tecniche di attuazione del CAD), precisando che “ogni documento informatico firmato digitalmente deve … essere privo di elementi attivi, cioè <macroistruzioni o codici eseguibili o altri elementi tali da attivare funzionalità che possano modificare gli atti, i fatti o i dati nello stesso rappresentati>”.

La sicurezza

Il tema della sicurezza è un aspetto cruciale del nuovo quadro procedurale, come ha avuto modo di evidenziare il Consiglio di Stato nel proprio parere preventivo sullo schema del Decreto MEF, ove si legge che “il tema della trasformazione in forma elettronica degli assegni cartacei, operazione per la quale è previsto che il negoziatore possa incaricare un soggetto terzo, merita una specifica e più approfondita riflessione. Si tratta di una operazione di particolare delicatezza sotto il profilo della sicurezza, affidabilità, regolarità e correttezza, tant’è che le banche e gli altri soggetti abilitati devono adottare presidi (art. 5) in grado di assicurare questi profili nell’ambito della propria organizzazione interna” (cfr. parere n. 04750 del 5 dicembre 2013).

I “presidi” ai quali fa riferimento il Consiglio di Stato sono stati specificati nel Regolamento Banca d’Italia e nel relativo Allegato tecnico. Questi riguardano la conservazione dell’immagine dell’assegno (cap. 4), da effettuarsi nel rispetto di quanto stabilito dai decreti attuativi del CAD (i.e., il DPCM 3 dicembre 2013 ed il DPCM 13 novembre 2014) e la registrazione su supporto informatico degli eventi caratterizzanti la vita dell’assegno (cap. 5).

Il sistema di conservazione adottato dagli intermediari deve consentire di “assicurare nel tempo i requisiti di integrità, autenticità, accessibilità, leggibilità, riproducibilità e disponibilità nel tempo dei documenti informatici nonché delle informazioni conservate” (cfr. cap. 3, Allegato tecnico).

Il tema della sicurezza porta con sé, inevitabilmente, anche risvolti in termini di responsabilità dell’intermediario nella fase di lavorazione dell’assegno presentato all’incasso.

Le tempistiche delle operazioni in esame appaiono piuttosto stringenti, essendo previsto che “il negoziatore presenta l’assegno al pagamento al trattario o all’emittente non oltre il giorno successivo a quello in cui l’assegno gli è stato girato per l’incasso” (cfr. art. 3, comma 1, Decreto MEF).

Resta fermo quanto previsto dall’art. 120 TUB circa la disponibilità economica delle somme per il titolare del conto corrente, che sono accreditate entro quattro giorni lavorativi successivi al versamento.

Infine, il Regolamento Banca d’Italia (che ricalca fedelmente il Decreto MEF), stabilisce che il titolo cartaceo debba essere conservato dalla banca negoziatrice per un periodo di 6 mesi dallo spirare del termine di presentazione.

Pagamento, protesto, constatazione

Ai sensi dell’art. 32 della Legge Assegni, “l’assegno bancario deve essere presentato al pagamento entro otto giorni se è pagabile nello stesso comune in cui fu emesso; di quindici giorni se è pagabile in altro comune dello Stato, … I termini suddetti decorrono dal giorno indicato nell’assegno bancario come data di emissione”.

Riguardo al protesto e alla constatazione equivalente in via telematica la materia è ancora in via di definizione, posto che il Decreto MEF, all’art. 4, stabilisce che:

  • in caso di mancato pagamento di un assegno presentato al pagamento in forma elettronica, il protesto o la constatazione equivalente possono essere richiesti esclusivamente in via telematica”;
  • il pubblico ufficiale o la Banca d’Italia effettuano rispettivamente il protesto o la constatazione equivalente esclusivamente sulla base dell’immagine dell’assegno e delle informazioni ricevute in via telematica”.

Dal punto di vista procedurale, tutto l’iter – che va dalla comunicazione di mancato pagamento alla levata del protesto o della constatazione equivalente – dovrà svolgersi in via telematica, esclusivamente sulla base dell’immagine dell’assegno e secondo le regole tecniche stabilite dal Regolamento Banca d’Italia (cfr. artt. 11, 12 e 13, nonché cap. 6.1 dell’Allegato tecnico), anche quando il titolo risulti non protestabile, poiché il pubblico ufficiale è tenuto a generare e firmare digitalmente un documento attestante la non protestabilità del titolo.

Si applicano, in tal cas,  le specifiche norme in materia di documento elettronico e firma digitale, già richiamate con riferimento alla presentazione al pagamento in forma dematerializzata (i.e., CAD e relativi DPCM attuativi; deliberazione n. 45 del 21 maggio 2009), anche per quanto attiene alle misure di sicurezza della fase di creazione e conservazione dei documenti prodotti.

[1] Si intende per “copia per immagine su supporto informatico di documento analogico: il documento informatico avente contenuto e forma identici a quelli del documento analogico da cui è tratto”.

Allegato

1993 Regio Decreto (cd. Legge Assegno) Vengono introdotti gli assengi come titoli di credito cartacei da utilizzare come forma di pagamento
1990 Check Truncation Viene introdotto il sistema di Check Truncation per limitare lo scambio di movimentazione cartaceo tra Banca Negoziatrice e Banca Trattaria
2011 Decreto Sviluppo 2011 Viene modificata la “Legge Assegno” che pone le basi per lo scambio di una copia informatica rispetto l’assegno cartaceo
2014 Decreto Legislativo 205 del 2014 Regolamento presentazione elettronica assegni
2015 Regole tecniche BankIT Regole tecniche-operative del processo interbancario
2016 ABI – Serie Tecnica n.5 del 22 marzo 2016 Piano di avvio e caratteristiche della procedura CIT (Check Image Truncation)
2016 ABI – Serie Tecnica n.21 del 5 agosto 2016 Chiarimenti sulla procedura CIT (Check Image Truncation)
2016 Questionario Banche Avvio del Monitoraggio sul progetto Digitalizzazione tramite un questionario inviato alle Banche con lo scopo di monitorare lo stato di avanzamento lavori.