Il tema delle frodi finanziarie, in Italia e in Europa, è sempre di attualità. È recente, ad esempio, il comunicato stampa di CRIF che sottolinea una preoccupante crescita del numero di furti di identità, soprattutto nel settore del credito al consumo. Secondo l’indagine, i casi nel 2017 sarebbero stati 26.600, con una crescita tra gli under 30 (+9,3%), gli over 60 anni (+7,1%) e le donne e una maggiore concentrazione in Sicilia e Campania.

La corrispondente perdita economica complessiva sarebbe stata pari a circa 153 milioni di euro, con un importo medio di 5.700 euro a frode. Il maggior numero di casistiche si è verificato per il 55,8% su prodotti di prestito finalizzato e per il 27,7% su carte di credito.

Nonostante le tempistiche con cui si individuano le frodi siano molto veloci (quasi il 70% viene scoperto entro l’anno), si sottolinea anche un preoccupante 19,15%, con taglio medio superiore ai 10 mila euro, che viene identificato solo dopo 5 anni. Eppure, ciò che viene rilevato come perdita secca nella specifica area dei furti di identità, non esaurisce il mondo delle frodi finanziarie.

Quanto sia aumentata l’efficienza del sistema si vede sul numero di frodi che vengono identificate in modo preventivo e sventate, prima che portino ad una perdita.

Il progetto Eu-Of2Cen, a livello europeo, ha permesso di bloccare nel 2017 transazioni telematiche illecite per 22 milioni di euro e di recuperare 900mila euro di casistiche in cui c’era effettivamente una frode. Il progetto consiste in una rete informativa cui aderiscono forze dell’ordine e banche con l’obiettivo di elaborare analisi e studiare trend dei cyber attacchi.



Investimenti in Italia ed Europa

Secondo ABILAB, solo nel 2017, le banche italiane hanno investito più di 300 milioni di euro per implementare processi e sistemi al fine di contenere il fenomeno delle frodi. Le iniziative hanno incluso anche programmi di formazione del personale, campagne di sensibilizzazione dei clienti, rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio.

Con lo sviluppo dei nuovi sistemi di pagamenti e l’aumento dei rischi di cyber security, gran parte delle risorse sono destinate a queste aree. Il piano europeo in tema di cybersecurity, ad esempio, prevede più di 600 milioni di investimenti in innovazione e progetti da implementare nel periodo 2014-2020, con l’obiettivo di aumentare la cooperazione all’interno dell’Unione e con i partner mondiali. Questi si aggiungono ai 334 milioni già spesi nel periodo 2007-2013, per cybersecurity e progetti di privacy online.

Denunce a livello europeo

In Europa, l’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode (OLAF) permette di segnalare eventuali frodi, in anonimato. L’organismo può indagare su situazioni di:

  • frode o altre gravi irregolarità che possano avere conseguenze negative sui fondi pubblici dell’UE, che si tratti di entrate, spese o attivi detenuti dalle istituzioni dell’UE;
  • gravi inadempimenti degli obblighi professionali da parte dei membri o del personale delle istituzioni e degli organi dell’UE.

La frode è definita come un atto di inganno deliberato finalizzato a ottenere un vantaggio personale o causare un danno a terzi.