In molti paesi europei  sono iniziati contatti per incoraggiare relazioni di business con l’Iran. Rappresentanti di banche iraniane hanno incontrato aziende ed intermediari finanziari europei per esplorare opportunità di business.

Uno dei problemi emersi è l’apparente riluttanza dei grandi istituti a fornire servizi finanziari necessari per supportare lo sviluppo di business in Iran.

Il fattore chiave è l’incertezza in merito alla capacità delle banche iraniane di eseguire una completa e trasparente Customer Due Diligence (CDD) sulle entità legali, i beneficiari, e le informazioni sulle origini dei fondi.

La Central Bank of Iran e le banche iraniane hanno comunicato la loro intenzione di sviluppare ed applicare standard AML in linea con i requisiti del GAFI.  Hamid Tehranfar (Vice Governor, Banking Supervision Affairs, Central Bank of the Islamic Republic of Iran) ha indicato che sono stati intrapresi significativi passi per normare il contrasto al finanziamento del terrorismo e l’antiriciclaggio nella legislazione Iraniana.

Ma cosa potrebbe accadere se tale chiusura continuasse?

La riluttanza dei grandi player del sistema bancario ad aprirsi al mondo iraniano, e la necessità di imprese di velocizzare il loro processo di crescita attraverso l’esplorazione di tale mercato e delle sue opportunità potrebbero forzare le aziende ad utilizzare metodi di transazione meno trasparenti (ad esempio il sistema Hawala) pur di svolgere attività di business con l’Iran.

Recentemente un articolo del Wall Street Journal indicava che le aziende che vogliono svolgere attività di business con l’Iran a tendere si rivolgeranno a piccole banche europee per ottenere i requisiti di correspondent banking necessari, in quanto tali banche sono più piccole ed è meno probabile che rientrino nei requisiti regolamentari americani e pertanto è minore il rischio percepito di incorrere nelle residuali sanzioni US.

Sotto un profilo AML, ci sono dubbi in merito alla potenziale reazione dei regolatori nel caso in cui business europei decidano di stabilire relazioni con l’Iran. Tuttavia, come per ogni nuova relazione di business, la risposta appare semplice: gli istituti dovranno essere in grado di dimostrare di adempiere in maniera esaustiva ai propri requisiti di CDD. Appropriati ed effettivi controlli dovranno essere svolti ad un livello commisurato al grado di rischio che la relazione comporta, incluso signoff del Senior Management, EDD, attività screening e monitoraggio.

Il roll-back dei regimi sanzionatori comporta molto tempo e l’investimento di molte risorse.

Al momento l’Iran ha una legislazione di riferimento su temi AML e CTF, dettagliata in 14 sotto leggi relative all’AML. Il prossimo step per l’Iran sarà l’implementazione di standard e procedure che forniscano evidenza che le informazioni (in particolare dei titolari effettivi) possano essere prodotte a livelli equivalenti a quelli attesi dai regolatori europei.

In aggiunta, le autorità regolamentari Iraniane dovranno evolvere il proprio approccio, e poter fornire evidenza che gli istituti Iraniani saranno supervisionati e valutati in base a standard equipollenti a quelli cui sono sottoposte le controparti europee. La formazione giocherà un ruolo fondamentale in queste attività per i business, i regolatori e le autorità locali.