Il countdown per il recepimento della Direttiva (UE) 2015/849 (IV Direttiva Antiriciclaggio) relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo (c.d. IV Direttiva Antiriciclaggio), è ormai avviato.

Infatti, il legislatore europeo ha individuato come ultima data utile per il recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio da parte degli Stati membri il 26 giugno 2017.

L’Italia sembrerebbe essere pronta. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, approvato in esame definitivo, il 24 maggio 2017, il decreto legislativo per il recepimento della IV Direttiva Antiriciclaggio. Si attende, pertanto, l’emanazione da parte del Presidente della Repubblica e la relativa pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

IV Direttiva Antiriciclaggio: le novità

La Direttiva europea introduce nuove disposizioni volte ad efficientare la lotta al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo, uniformando gli Stati membri ai più elevati standard internazionali.

Tra le principali novità, rilevano certamente quelle in materia di analisi e valutazione del rischio di cui agli articoli 14, 15 e 16 del nuovo Decreto Legislativo.

In particolare:

  • l’articolo 14 individua nel Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF) l’Organismo responsabile dell’analisi nazionale del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Il CSF ha il compito di elaborare, con il contributo delle autorità competenti, un’analisi triennale del rischio nazionale di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo (salvo aggiornamento qualora ritenuto opportuno dal CSF), tenendo conto della relazione periodica elaborata dalla Commissione Europea. L’obiettivo dell’analisi nazionale è quello di identificare, analizzare e valutare le minacce di riciclaggio di denaro e di finanziamento del terrorismo, individuando le casistiche più rilevanti, i metodi di svolgimento di tali attività criminali, le vulnerabilità del sistema nazionale di prevenzione, di investigazione e di repressione di tali fenomeni e i settori maggiormente esposti a tali rischi. I risultati dell’analisi sono messi a disposizione dei soggetti obbligati e degli organismi di autoregolamentazione, sia come strumento di supporto per la valutazione dei rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo cui sono esposti nell’esercizio della relativa attività, sia per l’adozione di misure proporzionali e adeguate al rischio rilevato.
  • l’articolo 15, relativo alla valutazione del rischio, impone ai soggetti obbligati l’adozione di procedure oggettive e coerenti volte a individuare e valutare i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, tenendo conto dei fattori di rischio relativi ai loro clienti, paesi o aree geografiche, prodotti, servizi, operazioni o canali di distribuzione. Tale attività di analisi impone rilevanti impatti in capo ai soggetti obbligati che dovranno documentare, aggiornare e mettere a disposizione delle autorità competenti (quali ad esempio: MEF, UIF, DIA, Guardia di Finanza, Autorità di Vigilanza di settore) le autovalutazioni del rischio effettuate, affinché le stesse possano intervenire preventivamente per contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Ne consegue un ampliamento dell’approccio basato sul rischio, non più limitato ad una valutazione e a modalità di gestione del rischio incentrate sul singolo cliente (crescenti in funzione della rischiosità stessa), ma finalizzato a indagare la complessiva posizione di rischio ai quali i soggetti obbligati sono esposti. Il processo di autovalutazione non troverà applicazione, in considerazione dell’irrilevanza del rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo dell’attività svolta, per specifici soggetti obbligati che saranno individuati ad hoc da parte dell’Autorità di Vigilanza. Vedremo nel prossimo futuro quali soggetti saranno effettivamente esentati.
  • l’articolo 16, richiede ai soggetti obbligati l’adozione di presidi, controlli e procedure idonei a gestire e mitigare il rischio in concreto rilevato. È prevista inoltre la pianificazione, da parte dei soggetti destinatari degli obblighi, di adeguati programmi di formazione del personale sulla corretta valutazione del rischio, sulle procedure da attuare in relazione allo stesso e sul riconoscimento delle operazioni sospette.

Modello di autovalutazione dei rischi

Comply Consulting, conformemente a quanto previsto dalla IV Direttiva Antiriciclaggio, ha sviluppato un modello di autovalutazione dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, già testato positivamente nel settore fiduciario ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione per l’iscrizione all’Albo. Il modello recepisce tutti gli adempimenti previsti dalla IV Direttiva Antiriciclaggio e si adatta alle tipicità strutturali dei singoli intermediari.

A cura di Comply Consulting