Il nuovo principio contabile IFRS 9 avrà applicazione a partire dal 1° gennaio 2018, ma il suo percorso a livello europeo è ancora in corso e non privo di ostacoli.

Superata l’approvazione da parte dell’Accounting Regulatory Committee (ARC), lo scorso 27 giugno 2016, il 5 ottobre il Parlamento Europeo ha dibattuto ed approvato una risoluzione, preparata dall’ECON (Parliament Committee on Economic and Monetary Affairs), contenente una serie di richieste sull’introduzione del principio contabile, indirizzate soprattutto alla Commissione, cui chiede di indicare come intende indirizzare:

  • il potenziale effetto negativo dell’introduzione del principio sugli investimenti di lungo periodo;
  • il disallineamento in termini di date tra l’introduzione dell’IFRS 9 ed il nuovo IFRS 17, che riguarderà le assicurazioni, alla luce di quanto pubblicato dallo IASB il 12 settembre;
  • gli eventuali effetti negativi del principio sulla stabilità dell’area.

Chiede anche di verificare la coerenza dello IFRS 9 con la Accounting Directive; di seguire molto attentamente l’implementazione del principio contabile nell’area UE e di produrre entro giugno 2019 un assessment sull’impatto, ex post, delle modifiche contabili da implementare.

Chiede anche all’IASB di effettuare una revisione post-implementazione, al fine di identificare effetti non previsti, in particolare sugli investimenti a medio lungo termine.

Anche se la risoluzione del Parlamento non vincola ad alcun obbligo, sicuramente fornisce indicazioni importanti nel processo di regolamentazione e fa capire quanta prudenza si stia ponendo su questo processo, anche sulla base di forti pressioni provenienti dagli operatori del settore bancario.

Infatti, il principio contabile presenta significative novità in tema di classificazione e valutazione di tutte le attività finanziarie, che ora sono nell’ambito di applicazione dello IAS 39. Le nuove regole prevedono, in particolare, che le rettifiche siano basate anche sulle perdite attese e non più soltanto su quelle effettivamente registrate. Il livello delle provision a bilancio potrebbe aumentare, con una conseguente riduzione del CET1. Pertanto, la riduzione dell’indicatore di capitale non sarebbe collegato ad alcun cambiamento nel livello di rischio, della strategia e delle perdite di una banca.

Interventi per ripristinare il livello di capitale potrebbero comportare effetti negativi, con una riduzione della capacità della banca di prestare denaro da un lato e sul prezzo dei servizi dall’altro. Per il momento, questo effetto non è stato considerato nei modelli di calibrazione per il calcolo del capitale.

Per approfondimenti, si veda “At a Glance Collection of publications” del Parlamento Europeo.