Il Ministro delle Finanze francese sta sponsorizzando un decreto che permetterebbe la negoziazione di titoli non quotati tramite la tecnologia blockchain.

Si prevede che la legge entri in vigore a Luglio del prossimo anno e che si focalizzi appunto su titoli non quotati, in quanto la normativa comunitaria non prevede l’obbligo che vengano negoziati da intermediari regolamentati.

Con questo intervento normativo, la Francia sarà il primo Paese europeo a muoversi verso l’utilizzo delle nuove tecnologie nel settore, proponendosi come attrattore di nuove società fintech che potranno operare tagliando i costi di intermediazione.

Cosa sono i titoli non quotati

I titoli non quotati sono strumenti finanziari non negoziati in borsa, ma attraverso il mercato OTC (over-the-counter), pertanto chiamati anche titoli OTC. Secondo alcuni, il mercato potenziale dei titoli non quotati potrebbe raggiungere 3 trilioni di euro, tra mutual e hedge funds, debt securities e altri titoli non quotati.



Miglioramento della trasparenza

Dal canto suo, l’Europa sta cercando di accrescere il livello di trasparenza nel settore, sforzo che ha l’obiettivo di proteggere gli investitori dai fallimenti del mercato o da attività che non sono a beneficio e tutela degli stessi, nonché avvicinare il più possibile il mercato non regolamentato alle piattaforme dei titoli quotati.

L’introduzione della direttiva EMIR, Regulation (EU) No 648/2012, era indirizzata anche al miglioramento della trasparenza per derivati negoziati sul mercato OTC.

Tra i requisiti si prevedevano delle “controparti centrali” (CCP) per la compensazione di derivati OTC e tecniche di mitigazione del rischio per derivati OTC non oggetto di compensazione.

MiFID II e MiFIR sono state introdotte con l’obiettivo di rafforzare i requisiti normativi sulla trasparenza dei mercati degli strumenti finanziari, anche nel caso di negoziazioni che avvengono over the counter (con obblighi di reporting post negoziazione).